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20-02-2024 il G.C.V.P.C. in assemblea per il bilancio del 2023 e per approvare i progetti per il 2024

Martedì 20 febbraio 2024 si è svolta l’assemblea annuale del gruppo, tempo di bilanci e progetti per l’anno appena iniziato.

Presenti all’assemblea, che si è tenuta presso la sala auditorium della biblioteca Loria, il Sindaco Alberto Bellelli, L’Assessore al bilancio con delega alla Protezione Civile Mariella Lugli e il geom. Marcello Fabbri tecnico comunale responsabile del sistema protezione civile del Comune di Carpi.

Apre la serie degli interventi la segreteria che come al solito illustra in dettaglio tutte le attività confrontandole con l’anno precedente.

Cresce il numero dei volontari + 7%: da 141 persone si passa a 151 (44 donne e 107 uomini).

Aumenta in modo sensibile il numero delle ore globali dedicate alla comunità + 37%: si passa dalle 6.800 alle 9.300. Ciò è dovuto soprattutto a due fattori:

  • il tempo dedicato alle emergenze (alluvione in Romagna) si passa dalle 1.850 ore alle 3.800
  • il tempo dedicato alla formazione esterna dalle 1.350 alle 1.850 ore. Un dato significativo che traspare nell’analisi delle ore dedicate alla formazione esterna: sono stati contattati circa 2.500 studenti tra il progetto “La Protezione Civile va a scuola” e le prove di evacuazione sempre nelle scuole.

Prende poi la parola il Sindaco Alberto Bellelli il quale un po’ commosso (è alla fine del suo secondo mandato e deve lasciare il posto con le prossime elezioni ad un nuovo sindaco) traccia un breve bilancio dei sui dieci anni passati insieme al nostro gruppo e non lesina elogi per il lavoro svolto.  

Anche Mariella Lugli (pure lei alla fine del mandato) interviene dichiarando che ha vissuto una esperienza formativa e stimolante tale da esternare la volontà di far parte in futuro di questo tipo di volontariato.

Il geom. Marcello Fabbri illustra le nuove attività che il gruppo dovrà affrontare nel 2024. Principalmente attività di prevenzione e informazione nei confronti della cittadinanza ed esercitazioni di routine.

Nel 2023 è stato approvato il nuovo Piano di Emergenza Comunale, ed ha visto la luce un manuale edito da Unione Terre d’Argine che raccoglie i comportamenti che devono tenere i cittadini durante il manifestarsi di calamità naturali. L’impegno del gruppo quindi sarà quello di mettere a punto modalità e tempi per divulgare alla popolazione questi due argomenti perché per usare un concetto caro al sindaco: ai cittadini informati e preparati è più facile portare aiuto in caso di emergenza.

Da segnalare inoltre l’approvazione e l’entrata in vigore del nuovo regolamento del gruppo. Ed in funzione di ciò si chiede all’assemblea di approvare la programmazione delle attività che si intende mettere in campo per il 2024. L’assemblea approva all’unanimità.

Seguono alcune immagini significative dell’assemblea e tre istogrammi che riassumono le varie attività confrontate con l’anno 2022.

Foto di gruppo
Un immagine della platea
In evidenza in questo istogramma le attività allerte ed emergenze e formazione esterna
Dettaglio delle ore impegnate per Emergenza e allerte
Istogramma che confronta il numero volontari impegnati, numero turni, ore totali e ore uomo tra gli anni 2022 e 2024

500 sacchi di sabbia e dighe mobili in gomma: un super addestramento per contrastare le esondazioni dei fiumi

Il 18 novembre scorso si è svolto un addestramento congiunto dei quattro comuni di Terre D’Argine (Campogalliano, Carpi, Novi, Soliera) e ANPAS Campogalliano che ha visto il coinvolgimento complessivamente di 50 volontari di Protezione Civile. Read More…

14 NOVEMBRE 2023: UN’ASSEMBLEA STRAORDINARIA PER APPROVARE IL NUOVO REGOLAMENTO DEL GRUPPO

Due sono i decreti legislativi che sono stati recepiti al fine di aggiornare il regolamento del nostro gruppo:

  • Il d.lgs. n. 1/2018 meglio conosciuto come “Codice della protezione Civile” dove all’art. 35 comma 1 si riconosce la possibilità ai Comuni di costituire gruppi comunali di volontariato di Protezione Civile;
  • Il d.lgs. n. 117/2017 conosciuto come “Codice del terzo settore” dove si riconosce il valore dell’associazionismo e delle attività di volontariato: APS Associazioni di Promozione Sociale che svolgono attività di utilità sociale senza fini di lucro.

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IO NON RISCHIO 14 e 15 Ottobre 2023 RADDOPPIA

2 i manuali (lo scorso anno 1) di informazione da consegnare ai cittadini sulle buone pratiche di protezione civile per mitigare i rischi derivanti da calamità naturale.

40 i volontari (il doppio dello scorso anno), 15 comunicatori e 25 in supporto, che hanno preso parte alla due giorni della campagna di protezione civile che si è svolta in contemporanea in circa 1.000 piazze sparse sul territorio italiano.

È l’undicesimo anno che il G.C.V.P.C. di Carpi partecipa a questa campagna nazionale (voluta dal dipartimento di P.C.) di comunicazione pubblica sulle buone pratiche di protezione civile basate sulla sinergia tra scienza, volontariato e istituzioni che si rivolge a tutti con messaggi chiari e riconoscibili per trasformare la consapevolezza in azione, 365 giorni l’anno.

Alla cittadinanza sono stati consegnati quindi 2 manuali che parlano di calamità naturali quali terremoto, alluvione, maremoto, incendi boschivi, vulcani.

  • Il primo “Io Non Rischio” elaborato da un progetto del Dipartimento Nazionale di P.C.;
  • Il secondo “Emergenza cosa fare” voluto dall’Unione Terre d’Argine da distribuire sia in piazza in concomitanza dell’evento I.N.R. che a tutte le famiglie dei 4 Comuni con invio personalizzato.

Oltre alla solita attività di informazione ai cittadini quest’anno sono state attivate una serie di iniziative collaterali, gestite dai volontari in supporto ai comunicatori, quali giochi didattici per i più piccoli, il montaggio di una tenda pneumatica di primo soccorso e l’esposizione di motopompe utilizzate in aiuto alla popolazione Romagnola durante l’alluvione del maggio scorso.

Durante la due giorni nella piazza fisica i comunicatori hanno incontrato circa 300 cittadini. In simbiosi con la piazza fisica è stata attivata anche una piazza digitale creata sui social (Facebook e Instagram) dove sono stati pubblicati 40 post di informazioni istituzionali, interviste e testimonianze del sindaco Alberto Bellelli, di tecnici del settore quali il geologo Dott. Triches e il prof. Stefano Orlandini ordinario di costruzioni idrauliche presso il dipartimento di ingegneria Enzo Ferrari dell’università di Modena e Reggio Emilia raggiungendo una copertura di oltre 3.000 contatti.

Seguono una serie di foto maggiormente significative

Lay out  dell'evento
Lay out dell’evento
I due manuali in distribuzione ai cittadini
I due manuali in distribuzione ai cittadini
Il sindaco Alberto Bellelli in visita al punto informativo di INR
Il sindaco Alberto Bellelli in visita al punto informativo di INR
L'ing. Matteo Canestri RELUIS, l'assessore  Riccardo Righi e la consigliera Maria Giovanna Macrì in visita al gazebo di INR
L’ing. Matteo Canestri RELUIS, l’assessore Riccardo Righi e la consigliera Maria Giovanna Macrì in visita al gazebo di INR
La tenda pneumatica in fase di montaggio
La tenda pneumatica in fase di montaggio
 piccoli e il gioco dell'oca
I piccoli e il gioco dell’oca
Interesse alla linea del tempo
Interesse alla linea del tempo

2 – 17 Maggio 2023: l’alluvione in Emilia Romagna – il Volontariato in campo

L’alluvione dell’Emilia-Romagna del 2023 comprende una serie di eventi alluvionali e geologici prodotti da un fronte meteorologico occluso di origine atlantica, alimentato a sua volta da un ciclone mediterraneo, che ha generato sulla regione piogge torrenziali persistenti, allagamenti, straripamenti e frane.
La perturbazione ha inoltre interessato le province settentrionali delle Marche e tre comuni della Romagna toscana che ricadono nella città metropolitana di Firenze.
L’alluvione ha coinvolto 44 comuni Romagnoli, tra cui principalmente la provincia di Ravenna e le province di Forlì-Cesena, Rimini, Bologna. Le forti piogge hanno fatto straripare 23 corsi d’acqua, tra cui i fiumi Lamone, Sillaro, Savio, e i torrenti Idice, Quaderna, Senio. Nel territorio colpito si sono inoltre verificate 250 dissesti e frane in 48 comuni.
I decessi sono 16, gli sfollati oltre 36mila e i danni stimati sono circa 8,8 miliardi: è il tragico bilancio delle alluvioni che nel mese di maggio hanno messo in ginocchio la Romagna.
Sono quasi 2.000 i volontari al lavoro in Emilia-Romagna dopo la disastrosa alluvione del maggio 2023. Di questi, circa 300 sono volontari dell’Emilia-Romagna, circa 700 appartengono alle organizzazioni nazionali di volontariato, il resto alle colonne mobili regionali di Trento, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Alto Adige, Lombardia, Lazio, Toscana, Abruzzo, Liguria, Valle d’Aosta e Umbria.
Anche il nostro gruppo di volontari si è aggregato ai soccorsi a far data dal 24 maggio al 4 giugno. In questo lasso di tempo si sono alternati 50 volontari in aiuto alla popolazione di Faenza, per un totale di circa 1.770 ore lavoro.
In dotazione ai volontari sono stati dati mezzi all’avanguardia: idropulitrici con serbatoio, quindi capaci di operare con una certa autonomia anche senza essere collegate a una condotta d’acqua, gruppi elettrogeni e motopompe.
Presente anche la Protezione Civile Comunale che ha mandato a Faenza tre idropulitrici, con due mezzi e undici volontari: l’invio di aiuti segue al sopralluogo nella cittadina romagnola compiuto dal sindaco Alberto Bellelli con il dirigente dei Lavori pubblici, accompagnati dal primo cittadino Massimo Isola. A Faenza erano già presenti il responsabile della Protezione Civile Carpigiana geom. Marcello Fabbri (da giovedì 18 maggio) e agenti della Polizia Locale dell’Unione Terre d’Argine (da domenica 21 maggio).
Seguono alcune foto tra le più significative del tragico evento.

Alcuni componenti del gruppo di volontari che hanno partecipato ai soccorsi di Faenza
Alcuni componenti del gruppo di volontari che hanno partecipato ai soccorsi di Faenza
Panoramica quartieri allagati
Panoramica quartieri allagati
Particolare di alcune zone allagate
Particolare di alcune zone allagate
Particolare di alcune zone allagate

Particolare di alcune zone allagate
Ciò che è rimasto dopo il passaggio dell'alluvione
Ciò che è rimasto dopo il passaggio dell’alluvione
Ciò che è rimasto dopo il passaggio dell'alluvione

Ciò che è rimasto dopo il passaggio dell’alluvione
Ciò che è rimasto dopo il passaggio dell'alluvione

Ciò che è rimasto dopo il passaggio dell’alluvione
Ciò che è rimasto dopo il passaggio dell'alluvione

Ciò che è rimasto dopo il passaggio dell’alluvione
Una delle tante frane che hanno devastato le colline
Una delle tante frane che hanno devastato le colline
Uno dei nostri volontari al lavoro
Uno dei nostri volontari al lavoro
Lavoro di gruppo con altri volontari
Lavoro di gruppo con altri volontari
Immersi nella melma fino al ginocchio
Immersi nella melma fino al ginocchio
Una parte dei nostri volontari a fine giornata
Una parte dei nostri volontari a fine giornata